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Wednesday, August 02, 2006

Spartiacque

Sento di trovarmi in un momento decisivo della mia vita. Sapete, uno di quei momenti in cui una tua scelta, una tua azione potrebbe cambiare molto o tutto negli anni a venire. Voi direte che in fondo è sempre così, che la vita è fatta di scelte e che ogni scelta conduce a un percorso diverso da quello che avresti altrimenti intrapreso.
Ma penso che ci siano fasi nella vita di ciascuno di noi, in cui d’improvviso tante scelte ti si frappongono davanti. Sono quei momenti che io chiamo “spartiacque”.
Ecco, nella vita di ognuno ci sono spartiacque. Tanti o pochi, questo dipende da noi e da ciò che ci circonda.
La nascita è il primo, ma è uno spartiacque sui generis, perché nessuno di noi sceglie di nascere, tantomeno può scegliere da quali genitori nascere, in quale contesto, ecc., ecc.. Eppure la nascita condiziona l’intera vita futura.
Lo stesso vale per la morte. Nessuno infatti sceglie di morire (più o meno…). La morte resta comunque uno spartiacque, sfido chiunque a dire il contrario.
Nella mia vita, fatta dunque eccezione per la nascita, credo che i più importanti spartiacque sino ad ora siano stati la morte di mio padre e la laurea (assieme al successivo lavoro).
Il primo, perché mi ha messo faccia a faccia con il dolore, quello tanto intenso che quasi non lo avverti come tale (un po’ come l’acqua bollente che arriva tanto a ustionarti da sembrarti gelida). Da quel momento sono diventato più forte e maturo. Certo, ho momenti di tristezza come tutti, ma è difficile che mi facciano cadere in depressione e in genere mi riconosco una grande reattività dinnanzi alle situazioni “brutte”.
Il secondo, perché mi ha svegliato, cioè mi ha dato sicurezza, convinzione, spigliatezza. Tutte cose che naturalmente non sono giunte d’un tratto, ma che ho pian piano iniziato a coltivare lavorando su me stesso proprio a partire da quel momento.
In questo momento non c’è un evento particolare che mi sia capitato o che attendo stia per capitarmi. La mia è una sensazione, uno stato d’animo. E’ come se tutto quanto, il mio umore, le circostanze esterne, le persone che mi circondano, mi stessero facendo convergere verso nuove destinazioni, per ora ignote e per ciò stesso al contempo attraenti e spaventose. E’ la quiete surreale che annuncia la tempesta.
So per certo che andrò a stare a Milano. Non sarà per sempre, ma per 5, 6 mesi al più. Eppure ho come la consapevolezza che al mio ritorno le cose non saranno come prima. In fondo già non lo sono.
Ora mi trovo sul ciglio del mio nuovo spartiacque, voglio gettarmi al di là come ho fatto in passato, ma la paura più di altre volte mi frena.
So che se non sarò io a gettarmi al di là, sarà la vita stessa a farlo e non voglio che sia lei a prendere l’iniziativa perché sarebbe più doloroso e frustrante.

1 Comments:

  • At 7:36 AM , Anonymous Anonymous said...

    il tuo nuovo spartiacque è l'universo che ti sta aprendo una nuova strade per nuove orrizionti. Purtroppo noi siamo condizionati a capire tale scelta erà da destino solo quando facciamo i conto con l'esito della scelta. Non avere timori, per te la strada è illuminata.
    tvb

     

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