Milano da bere
Torno a scrivere queste poche righe dopo un lungo silenzio. Il perché di questa mia latitanza è presto detto: il tempo. E’ il tempo che mi manca in questo periodo. La mia vita non è mai stata tanto frenetica e a stento riesco fare tutto ciò che vorrei nelle 24 ore che la giornata mi concede.
Sono a Milano: l’avevo annunciato e molti dei miei 25 lettori già lo sapranno, anche perché sentono la mia voce ben più di quanto leggano ciò che scrivo.
"Milano da bere" era lo slogan che ricorreva nei fantastici anni 80. E la mia Milano è tutta da bere, anzi direi da trangugiare tutta d’un fiato, senza apprezzarne troppo il sapore. Bevo e bevo (in senso figurato, s’intende), tentando di assaggiare tutto ciò che posso, senza rendermi troppo conto di dove sono e di cosa faccio.
Cosa mi è piaciuto finora di questa esperienza? La mia casa, col giardino e il gazebo; lo studio di Milano, più carino e raccolto di quello romano; la vicinanza fra la casa e lo studio e la possibilità di muovermi a piedi; le strade di Milano, eleganti e squadrate; alcune donne viste in giro, di un altro pianeta; la metropolitana, pulita e puntuale; il fatto che Milano sia pianeggiante e più piccola di Roma, più a dimensione d’uomo; lo stare da solo in studio, che mi responsabilizza e professionalmente mi esalta; gli aperitivi; i navigli; le corse nei giardini Indro Montanelli; il "revival" universitario con Antonio; le polpette precotte del supermercato Esselunga; i vestiti nelle vetrine dei negozi e spero presto nel mio armadio; le piadine; l’idea di dover "ricominciare", di dover conoscere, di mettermi in gioco; il fatto che mi sto pian piano gettando alle spalle alcune questioni finora irrisolte; la sensazione di instabilità; tutta la frenesia di questo momento.
Cosa mi manca di Roma? Alcuni amici e i colleghi dello studio; il sole; il lungotevere percorso in motorino quando rientro a casa la sera; campo de’ fiori; villa ada e le corse in bicicletta; il fatto che Roma sia più grande di Milano, per nulla pianeggiante e molto trafficata; piazza del popolo e il pincio, i set cinematografici per strada; il clima più mite; la mia macchina; il terrazzo di casa; la sensazione di vivere a casa propria; la stabilità, la ripetitività dei gesti.
Altro mi verrà in mente col tempo....
Sono a Milano: l’avevo annunciato e molti dei miei 25 lettori già lo sapranno, anche perché sentono la mia voce ben più di quanto leggano ciò che scrivo.
"Milano da bere" era lo slogan che ricorreva nei fantastici anni 80. E la mia Milano è tutta da bere, anzi direi da trangugiare tutta d’un fiato, senza apprezzarne troppo il sapore. Bevo e bevo (in senso figurato, s’intende), tentando di assaggiare tutto ciò che posso, senza rendermi troppo conto di dove sono e di cosa faccio.
Cosa mi è piaciuto finora di questa esperienza? La mia casa, col giardino e il gazebo; lo studio di Milano, più carino e raccolto di quello romano; la vicinanza fra la casa e lo studio e la possibilità di muovermi a piedi; le strade di Milano, eleganti e squadrate; alcune donne viste in giro, di un altro pianeta; la metropolitana, pulita e puntuale; il fatto che Milano sia pianeggiante e più piccola di Roma, più a dimensione d’uomo; lo stare da solo in studio, che mi responsabilizza e professionalmente mi esalta; gli aperitivi; i navigli; le corse nei giardini Indro Montanelli; il "revival" universitario con Antonio; le polpette precotte del supermercato Esselunga; i vestiti nelle vetrine dei negozi e spero presto nel mio armadio; le piadine; l’idea di dover "ricominciare", di dover conoscere, di mettermi in gioco; il fatto che mi sto pian piano gettando alle spalle alcune questioni finora irrisolte; la sensazione di instabilità; tutta la frenesia di questo momento.
Cosa mi manca di Roma? Alcuni amici e i colleghi dello studio; il sole; il lungotevere percorso in motorino quando rientro a casa la sera; campo de’ fiori; villa ada e le corse in bicicletta; il fatto che Roma sia più grande di Milano, per nulla pianeggiante e molto trafficata; piazza del popolo e il pincio, i set cinematografici per strada; il clima più mite; la mia macchina; il terrazzo di casa; la sensazione di vivere a casa propria; la stabilità, la ripetitività dei gesti.
Altro mi verrà in mente col tempo....

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