Sabato pomeriggio e cinque mesi fa
E’ sabato pomeriggio e mi trovo in studio. Il musicista per strada intona il solito Vivaldi, che ripropone ininterrottamente per tre, quattro ore ogni giorno. Nella mia mente ritorno alla prima volta in cui ho sentito questa musica. Era settembre e faceva ancora caldo, l’estate era finita da poco ed io ero ancora piuttosto abbronzato. Era un lunedì mattina, ero sbarcato a Milano con l’aereo delle 7.30 e subito mi ero diretto in studio. Una volta aperto il portone, avevo gettato le valige in un angolo, avevo aperto la finestra e, guardando il duomo, avevo fatto un gran respiro a pieni polmoni. Quel primo giorno e quella prima settimana non li dimenticherò facilmente. Catapultato in un mondo nuovo, con persone nuove, casa nuova, lavoro nuovo, senza alcun legame con la mia vita precedente, senza alcun affetto forte lì presente, ho vissuto ogni istante al massimo, con un'intensità spasmodica, come se ogni respiro fosse l’ultimo. Ero pieno di buoni propositi, di speranze, ma anche di paure. Avevo appena scritto sul mio blog che Milano sarebbe stato un importante spartiacque e temevo di non poter tenere fede a questa promessa che avevo fatto a me stesso. Avevo delle questioni irrisolte che mi riguardavano. Da tempo mi sentivo un motore non portato a pieni giri, vittima di tante insicurezze e dubbi. Speravo in cuor mio che Milano sarebbe stata la risposta. Non ho mai creduto, in verità, che a Milano avrei trovato una nuova casa, ma confidavo, a Milano, di ritrovare un Giovanni diverso.
Sono passati cinque lunghi, eppure brevi, mesi. Sono volati, ma sono stati incredibilmente densi. Sono felicissimo di rientrare a Roma, ma rifarei la scelta di tornare a Milano mille volte ancora. In questi 5 mesi, mi sono scoperto equilibrato e sereno. Ho capito chi sono e penso di sapere dove sto andando. Non so se sia stato grazie a Milano (la città, le persone conosciute, il lavoro svolto) o forse proprio a Giovanni che ha trovato in Milano un valido pretesto per guardarsi allo specchio.
Ora rientro a casa. Sarà diverso? Non so. Ma dopo questi 5 mesi nulla di quello che mi aspetta mi preoccupa minimamente.
Sono passati cinque lunghi, eppure brevi, mesi. Sono volati, ma sono stati incredibilmente densi. Sono felicissimo di rientrare a Roma, ma rifarei la scelta di tornare a Milano mille volte ancora. In questi 5 mesi, mi sono scoperto equilibrato e sereno. Ho capito chi sono e penso di sapere dove sto andando. Non so se sia stato grazie a Milano (la città, le persone conosciute, il lavoro svolto) o forse proprio a Giovanni che ha trovato in Milano un valido pretesto per guardarsi allo specchio.
Ora rientro a casa. Sarà diverso? Non so. Ma dopo questi 5 mesi nulla di quello che mi aspetta mi preoccupa minimamente.

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