Survivor
Non ho mai letto nulla di più schizofrenico, fastidioso, autenticamente perverso di questo libro. L’autore, Chuck Palahniuk, lo conoscevo dai tempi della trasposizione filmica della sua più famosa opera “Fight Club”, ma prima d’ora non mi ero mai avvicinato ai suoi scritti.
La storia si dipana intorno a Tender Branson, uno degli ultimi rimasti di una setta religiosa americana, i Creedish, suicidatasi in massa dopo un assedio da parte della F.B.I.
Di giorno è un maggiordomo al servizio di due invisibili padroni che lo comandano attraverso un interfono; di notte è un "ascoltatore" della vita e dei problemi altrui e in questa veste invita la gente a uccidersi per porre fine alle proprie sofferenze.
Nel momento in cui Tender viene messo sotto protezione la sua vita ha una svolta. Lo show business lo arruola e lo fa diventare un personaggio di culto. Gadget, libri, raduni oceanici e Tender Branson diviene un predicatore.
Sul piano stilistico, ciò che è colpisce è la scrittura, fatta di frasi secche, che si ripetono e si accavallano, spesso totalmente disconnesse fra loro, ciascuna a seguire una trama o un pensiero dell’autore. La prosa rallenta e accelera improvvisamente, ti ipnotizza, ti trasporta in una dimensione parallela fatta di brutture, paradossi ed eventi grotteschi.
Ma quel che più colpisce di Palahniuk è la sferzante critica che muove alla società moderna, al virus mediatico che ci infesta, al culto dell’immagine, al mercanteggio della fede.
Ucciditi! urla Tender a chi lo chiama disperato in cerca di aiuto, perché è l’unico modo per sentire qualcosa, l’unico gesto di autentica ribellione che ancora ci sia consentito. Se la tua ragazza ti ha lasciato, ucciditi! Se il pollo che hai preparato non è cotto bene, suicidati! Se ti senti solo, ammazzati!
Palahniuk ha probabilmente qualche disturbo mentale (e il fatto che nella sua vita ci siano già stati due familiari deceduti per morte violenta non fa che confermare questa mia idea) e di sicuro il suo manifesto nichilista è ben lungi dal poter essere condiviso, ma questo nulla toglie, dal punto di vista meramente artistico, alla genialità di un autore che, con uno stile molto personale e innovativo, ci fa scoprire tutte le nefandezze di questo mondo.
La storia si dipana intorno a Tender Branson, uno degli ultimi rimasti di una setta religiosa americana, i Creedish, suicidatasi in massa dopo un assedio da parte della F.B.I.
Di giorno è un maggiordomo al servizio di due invisibili padroni che lo comandano attraverso un interfono; di notte è un "ascoltatore" della vita e dei problemi altrui e in questa veste invita la gente a uccidersi per porre fine alle proprie sofferenze.
Nel momento in cui Tender viene messo sotto protezione la sua vita ha una svolta. Lo show business lo arruola e lo fa diventare un personaggio di culto. Gadget, libri, raduni oceanici e Tender Branson diviene un predicatore.
Sul piano stilistico, ciò che è colpisce è la scrittura, fatta di frasi secche, che si ripetono e si accavallano, spesso totalmente disconnesse fra loro, ciascuna a seguire una trama o un pensiero dell’autore. La prosa rallenta e accelera improvvisamente, ti ipnotizza, ti trasporta in una dimensione parallela fatta di brutture, paradossi ed eventi grotteschi.
Ma quel che più colpisce di Palahniuk è la sferzante critica che muove alla società moderna, al virus mediatico che ci infesta, al culto dell’immagine, al mercanteggio della fede.
Ucciditi! urla Tender a chi lo chiama disperato in cerca di aiuto, perché è l’unico modo per sentire qualcosa, l’unico gesto di autentica ribellione che ancora ci sia consentito. Se la tua ragazza ti ha lasciato, ucciditi! Se il pollo che hai preparato non è cotto bene, suicidati! Se ti senti solo, ammazzati!
Palahniuk ha probabilmente qualche disturbo mentale (e il fatto che nella sua vita ci siano già stati due familiari deceduti per morte violenta non fa che confermare questa mia idea) e di sicuro il suo manifesto nichilista è ben lungi dal poter essere condiviso, ma questo nulla toglie, dal punto di vista meramente artistico, alla genialità di un autore che, con uno stile molto personale e innovativo, ci fa scoprire tutte le nefandezze di questo mondo.

2 Comments:
At 7:27 AM ,
Unknown said...
mmm sono perpleso e sai perchè? Perchè stati trasformando questo blog in una serie di recensioni.... a quando il ritorno alla tua vita personale?
At 5:41 AM ,
Anonymous said...
I agree with Luca. Either change jobs or change contexts!!!!!
I prefer your personal stuff as well!
Go for it, hey yo!
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