Los Angeles, PART I: Downtown
Ragazzi, che giornata...non me la scorderò facilmente. Sono a Los Angeles, nella hall dell'albergo. Qui sono circa le 9 di sera e mi sto gustando l'ennesimo panino con cheddar cheese (ormai è una droga) mentre vi aggiorno dalla città degli angeli (che in realtà di paradisiaco mi sembra abbia ben poco). Allora iniziamo dal pomeriggio e tralasciamo la solita mattinata a scuola. Ecco il resoconto "in presa diretta": prendo l'autobus alle 14,30. Primo inconveniente: ho la malaugurata idea di scattare una foto all'autista, che se la prende con me, temendo forse che io sia un terrorista (vedete l'autista in foto). Lui mi apostrofa malamente dicendomi che mi ha schedato e che non dovrò farmi rivedere su quell'autobus !!! (Alla fine però, ormai arrivati a LA, abbiamo fatto pace e mi ha addirittura spiegato come arrivare in centro - cosa che in effetti mi è servita, come potrete leggere). Ma dicevo dell'autobus: e' pieno di ispanici, principalmente messicani. Americani n0, a parte la mia vicina, una donna molto stramba con un paio di cuffie gigantesche che ha ascoltato musica a palla per l'intero tragitto (è stata carina però e mi ha rincuorato quando l'autista mi ha ripreso...). A conferma della particolare composizione etnica dell'autobus veniamo fermati sull'autostrada da quelli dell'Immigrazione!!!!! Salgono in 5 sull'autobus e ci controllano uno a uno. Nessun problema comunque. Il viaggio è devastante, lunghissimo e sotto il sole cocente con l'aria condizionata che funziona poco e male (e con un esigenza di andare al bagno che cresce progressivamente in me...). In realtà LA dista da San Diego poco più di 100 Km, ma l'autostrada la facciamo a passo d'uomo pur essendoci 6 corsie per ciascuna carreggiata (praticamente una distesa infinita di cemento..). Arriviamo a LA alle 7 circa e non vi dico dove mi lascia l'autobus: in un posto degradato e squallido sulla East 7th che in confronto una qualunque periferia romana pare via del corso. Chiedo all'autista quanto disti Downtown. Vedo infatti i grattacieli, ma non riesco a quantificare i metri, o meglio, i kilometri che mi separano da loro...Mi dice che ci sono circa 20 isolati di distanza, ma che a piedi si può fare. Inizio a percorrere la strada e di colpo mi trovo precipitato in una qualsiasi scena di The Shield, avete presente il telefilm?? La strada che percorro è circondata da magazzini in disuso, cancellate in rovina, drogherie che più che altro paiono bettole clandestine. E incontro solamente neri e ispanici, ispanici e neri, neri e ispanici, il più elegante dei quali ha la classica canotta bianca a mettere in mostra il fisico scolpito (da anni e anni di dure guerre di bande immagino...). Scaccio quest'ultimo pensiero, mi faccio coraggio e procedo a passo spedito. Cerco di darmi un aspetto sicuro e non da turista. Nascondo quindi nella borsa mappa e guida, tanto ormai so tutto a memoria. Man mano che vado avanti però mi sento più sicuro, procedo con fierezza. Addirittura mi ferma un vagabondo che mi chiede una sigaretta e rispondo con tranquillità che non fumo!!! Sono sinceramente stupito da me stesso. Arrivo in un punto però per nulla tranquillizzante: la strada avanti a me è libera e inizio a scorgere anche qualche volante di polizia, ma a sinistra e destra il panorama è desolante e mi rimarrà dentro, credo, per sempre. Ci sono neri, per lo più vecchi, gettati per terra sui cartoni ovunque. altri camminano traballando per strada, ubriachi o malati suppongo. D'un tratto l'ansia pare avere di nuovo il sopravvento su di me , ma il progressivo avvicinarsi dello skyline di downtown mi rincuora e procedo. Arrivo infine in albergo. La camera è al 14simo piano e fa piuttosto schifo a dirla tutta. C'è però la TV. Il fatto che oltre alla chiave principale, la porta abbia 3 chiavistelli mi conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che probabilmente LA non è la città più sicura del mondo. Ormai sta facendo buio e la Lonely planet sconsiglia di andare in giro a Dowtown dopo il tramonto, ma ho voglia di uscire e poi l'esperienza mi porta a dire che la Lonely, pur essendo un'ottima guida (e in questa vacanza me ne sto davvero rendendo conto, non so davvero come farei senza), spesso e volentieri drammatizza certe situazioni. Così esco fuori. Non mi lavo né mi cambio, preferisco per una volta avere un'aria più dimessa per non attirare eventualmente l'attenzione dei malintenzionati. Giro tutta downtown, che diciamola tutta, non è niente di che...E poi il momento clou: incrocio un set all'aperto, stanno girando CSI NY e c'è l'attrice principale, ora non ricordo il nome, ma non Gary Sinise purtroppo. Rimango lì stupito a guardare. Mi bevo una diet coke e mi godo lo spettacolo: comparse, cineprese, luci, attori, finte macchine della polizia. Sono nella capitale mondiale del cinema e questo spettacolo me lo sto godendo in prima fila!!! E in più sto riprendendo chi sta riprendendo...ho appena inventato il "Metacinema"!!!!Non ho parole, sono estasiato e in visibile stato di erezione. Intanto è un susseguirsi di vagabondi che mi chiede soldi, inizia ad essere insopportabile. Almeno a San Diego se ne stanno buoni e calmi a ubriacarsi sotto il sole, qui sono fastidiosissimi.
Insomma è stata una di quelle giornate che non scordi. Intanto i miei amici romani sono arrivati a Santa Monica e mi hanno appena contattato. Mi ha anche chiamato Chiara, una ragazza che lavora presso un nostro cliente di Milano. Anche lei è a LA per vacanze e cercheremo di vederci nel fine settimana. EHI GUYS! STAY TUNED AND LET'S SEE WHAT'S GONNA HAPPEN!

8 Comments:
At 2:20 PM ,
Anonymous said...
davvero emozionanti i tuoi racconti!! stavo cercando informazioni su internet e nuove idee di viaggio e il tuo blog è davvero illuminante. dall'entusiasmo con cui scrivi si capisce che sei alle tue prime esperienze. sicuramente è il primo viaggio che fai e hai lo spirito del ventenne anche se scrivi troppo bene. però se posso essere sincera dalla foto sembri molto più grande. sono troppo curiosa quanti anni hai? scommetto 38.
comunque ti prego puoi darmi qualche informazione più dettagliata su qualche ristorante di san diego? io sarò lì tra qualche giorno...
un bacio e grazie ancora per le emozioni che mi hai fatto provare
Luisa82
At 6:57 PM ,
gio said...
38???? Io spero volessi scrivere 28, l'età che solitamente mi danno (benché io ne abbia 31). No, non è assolutamente il primo viaggio, ma è il primo per conto mio e in ogni caso il viaggio mi dà sempre questo entusiasmo. E poi adoro scrivere, quindi quando posso combinare le due cose sono felicissimo. Ristoranti a San Diego? Mi dicono sia buono lo Star of the Sea, al seaport village, ma non l'ho provato; "buon appetito" se vuoi cibo italiano; gli hamburger dell'hard rock o di Hooters se vuoi vero cibo del posto; Café Sevilla.
At 8:31 PM ,
gio said...
...e grazie per i complimenti!
At 1:37 AM ,
Anonymous said...
oh dio che figuraccia!!!! perdonami spero non ti sia offeso probabilmente le foto ingannano. dato che ho visto che ti piace la vita notturna per farmi perdonare ti segnalo un locale molto carino pieno di vita dove sono stata la scorsa estate.
Bar on Castro
456 Castro St (at 18th) San Francisco CA; Tel. 415.626.7220
grazie per i consigli anche se hard rock non è quello che cercavo.
ccontinuerò a seguire con entusiasmo i tuoi racconti e spero che scriverai un racconto del locale che ti ho consigliato.
scusa la domanda ma per caso fai il giornalista?
a presto e scusami ancora
luisa82
At 4:54 AM ,
Anonymous said...
scusami dimenticavo di dirti di informarti prima sul tema della serata perchè in alcuni giorni sono previste serate solo per gay. in ogni caso è un locale molto carino e divertente. ti consiglio inoltre di fare una gita ad alcatraz che è davvero favolosa
ciao luisa82
At 8:09 AM ,
Anonymous said...
Ciao,
sto seguendo day by day i tuoi racconti....davvero belli!
At 3:44 PM ,
gio said...
Non preoccuparti Luisa82, non sono offeso, semmai (molto) sorpreso. Ho passato l'adolescenza a cercare di dimostrare più dell'età che mi davano ed ora che vorrei dimostrare meno, qualcuno mi dice che dimostro di più. Very funny!
Capisco che l'hard rock non sia quello che cercavi (anch'io non volevo entrarci), ma ti assicuro che sinora il miglior cheeseburger l'ho mangiato proprio lì (e in una bettola di Venice).
No, non sono giornalista, sono un avvocato con la passione per la "penna". Quando posso scrivo, anche se il tempo non è molto.
Comunque se passi a San Diego, batti un colpo...
At 10:57 AM ,
Anonymous said...
sinceramente da come scrivi pensavo fossi un professionista della penna. davvero strano pensare che sei un avvocato. non mi sembri proprio il tipo. comunque sono indecisa se passare per san diego o no la prossima settimana perchè ho una gara di surf a malibu e non so se faccio in tempo. chissà...
peccato per alcatraz sarebbe stato incredibile.
un bacio...luisa82
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