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Thursday, August 21, 2008

MY american way of life



Oramai le mie giornate, almeno nella prima parte, hanno assunto una certa regolarità Mi sveglio presto (sto dormendo davvero poco in effetti), faccio la mia prima colazione con latte e due biscottoni con cereali e mandorle, poi una bella corsa along the ocean. Torno in residence, mi faccio la doccia e mi pappo la mia seconda colazione: latte e cheescake. Mi preparo ed esco, mi dirigo verso starbucks, ordino un espresso doppio da 1 dollaro e 85. Quindi passo al supermercato 7 11 e compro una bottiglia d'acqua e un "Turkey and swiss (or ceddar) cheese on cracket wheat bread", che mangerò a pranzo. Poi lezione, pausa pranzo con panino e aggiornamento del blog e nuova lezione che inizia alle 13,30. Il pomeriggio è variabile. Ieri come ho scritto  ho fatto shopping. Oggi i miei compagni di classe vanno nei vari centri commerciali dislocati in periferia (Fashion district, san Isidro, ecc.). Io non sono molto interessato, dato le spese di ieri e quindi, considerato anche che la serata di stasera è saltata, potrei decidere di andarmene finalmente allo zoo o alla scoperta dei quartieri alti della città (Old town e Wildcrest). Non so, vedremo. Inizio ad essere molto eccitato all'idea di domani. Vado a Los Angeles per conto mio in autobus. Fantastico, fino a qualche tempo fa per me impensabile. Ora però mi sembra la cosa più naturale del mondo. Ed è incredibile come mi appaia naturale girare per le strade di san Diego, fermarmi al bar o prendere i mezzi. Sono bastati pochi giorni e già mi sembra tutto straordinariamente normale. Anche quello che dicono comincia a sembrarmi quasi comprensibile. Riesco perlomeno a intuire tutto e non devo più dire cose del tipo: sorry? What? i didn't catch the meaning, ecc. ecc. Mentre correvo stamattina mi sono sorpreso a pensare una cosa in inglese!!! Ok, forse sto esagerando e probabilmente tre settimane sono troppo poche per fare reali progressi, ma mi rendo conto che basterebbe stare qui un paio di mesetti (che non ho) per parlarla in modo sufficientemente fluente questa lingua. In ogni caso, se qualche giorno fa lo sforzo di esprimermi in una lingua diversa dall'italiano era sovrumano, ora, per quanto difficile, mi appare divertente e...molto semplicemente...ne ho voglia. Credo proprio continuerò con le lezioni una volta a Roma. Ho cominciato,  mi piace, non posso mollare (come ho fatto invece da ragazzino quando decisi di mollare la scuola privata di lanciano). Vi lascio con un paio di foto di ieri sera. La prima ci ritrae in un tipico pub americano. Avrei voluto farvi vedere le cameriere, parevano tutte grandi barbie, con le curve in bella mostra. La seconda nel club dove mi sono improvvisato, con pessimi risultati, ballerino di salsa. Non so se riuscirò ad aggiornarvi anche da Los Angeles, vedremo. Eventualmente, buon fine settimana. 

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